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Enrico Landoni U.N.I.R.E. Lavvio in Italia di unimportante fase di sviluppo per lippica e gli sport equestri fu senza dubbio agevolato dallinteressante dibattito di carattere politico e strategico, che si concluse, dopo più di quattro anni, nel 1923, con la complessiva ristrutturazione dellEsercito ed un radicale ripensamento del ruolo svolto al suo interno dallArma di Cavalleria e della funzione dei Depositi Stalloni. Il fascismo si trovò in particolare a condividere lurgenza di una razionalizzazione degli allevamenti, in grado di contribuire al prestigio della Nazione. Allinterno di questo disegno di grandezza deve dunque essere collocata la rinascita del movimento ippico italiano. Mussolini ordinò tra il 1926 ed il 1928 il suo forzato inserimento allinterno del CONI, salvo doverne poi riconoscere lincompatibilità con le altre federazioni sportive. I suoi quattro enti tecnici nel 1932 vennero infatti posti alle dipendenze della neonata Unione Nazionale Italiana Incremento Razze Equine (UNIRE), che, pur dovendo scendere a patti, tra il 1933 ed il 1936, con il CONI, si dimostrò comunque capace di difendere le proprie prerogative tecniche e di salvaguardare lautonomia dei proprietari e degli allevatori di cavalli da corsa. Lippica fu quindi sostanzialmente in grado di preservare la propria libertà, in nome di una storia nobile e gloriosa, riuscendo addirittura ad impedire linserimento dei suoi quattro enti tecnici nel rigido meccanismo delle Corporazioni. | ||||||
Enrico Landoni | ||||||
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Lo spettacolo della morte
Il mondo delle onoranze funebri affonda le sue radici in ritualismi e mondi lontani, il cui germe antico spesso fatica a dissolversi. Sicuramente anche questo ambito, come molti altri, nel suo lungo percorso di usi e costumi sociali ha visto cambiamenti e sviluppi, con virate dettate anche dalla moda in auge nello specifico contesto storico, che ha indirizzato a una maggiore sobrietà e intimismo, o al contrario a feste e rappresentazioni che rasentano il kitsch. Come è stato giustamente notato si potrebbe, usando un termine alla moda, sostenere che anche il mondo della morte procede verso una sua globalizzazione. Nella nostra società la morte è divenuta un momento nascosto della vita, e il rito funebre immancabilmente riflette questa nuova visione della realtà. Un viaggio nel tempo, ma soprattutto negli usi e costumi legati al funerale, ci insegna che un rito di passaggio che muta a seconda dei luoghi e dei momenti non perde la sua centralità nellidentità di un popolo, e raccontando la morte in realtà racconta la visione della vita. | ||||||
Lo spettacolo della morte | ||||||
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A cura di Antonella Carenzi La mozione verrà respinta Scuola Religione e Riformismo tra Montecitorio e Palazzo Marino. Allinizio del '900 in unItalia dallidentità ancora incerta si apre il dibattito su scuola e religione: lItalia unita sta diventando una nazione cattolica, vengono al pettine i nodi irrisolti del Risorgimento. I leader del socialismo italiano, Turati e Bissolati, senza timori e incertezze pongono al centro del dibattito il problema della laicità dello Stato, del ruolo del riformismo, della scuola pubblica, che sono ancora di assoluta attualità. E dipingono un ritratto dellItalia molto diverso da quella di oggi, unItalia in cui i politici si assumevano la responsabilità di una visione e di un progetto. Nel Consiglio comunale di Milano come nel Parlamento nazionale, oltre un secolo fa, i riformisti socialisti smentiscono quellidentificazione tra riformismo e compromesso che ancora oggi è oggetto di discussione. Da questo dibattito originano molte cose: la scissione della massoneria, la spaccatura tra riformismo socialista e cattolici, la contrapposizione tra le due sponde del Tevere.
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A cura di Antonella Carenzi | |||||
![]() | Riccardo Rudelli Videopol
Obama, Berlusconi, Mitterrand, Eisenhower, Craxi... Nazioni diverse, politiche diverse, ideologie diverse, epoche diverse. Una cosa in comune: luso dello spot televisivo nella ricerca del consenso. Riccardo Rudelli, affermato consulente politico, guida il lettore tra scelte ed immagini, senza dimenticare le norme. Un volume indispensabile per capire come la tv, o meglio, lo spot televisivo orienta e modifica il consenso elettorale. Il volume è costituito da una breve guida e da unampia selezione di spot raccolti in un dvd, che racconta 50 anni di comunicazione politica televisiva nel mondo. Non un testo teorico, ma un pratico vademecum per addetti ai lavori e curiosi. | |||||
A cura di Riccardo Rudelli | ||||||
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Persio Tincani Le nozze di Sodoma Il matrimonio gay da Los Angeles a Madrid è una delle questioni centrali del dibattito politico. La legislazione italiana non pone ostacoli alla celebrazione di validi matrimoni civili tra persone dello stesso sesso, e il rifiuto di celebrarli dipende da uninterpretazione delle norme vigenti condizionata dal pregiudizio in base al quale il matrimonio civile è inteso come una sorta di facsimile del matrimonio religioso cattolico. Quale che sia lopinione che si ha sul problema, non si può negare che il matrimonio omosessuale è una questione in cui convergono problemi di carattere ben più vasto e generale, come i diritti individuali e lestensione del potere statale, che riguardano da vicino tutti. Una norma esplicita, in un senso o nellaltro, non esiste. Ma, a parere dell'autore, le ragioni a favore dellammissibilità sono più consistenti di quelle per la negazione. Per la prima volta un libro prende in considerazione gli aspetti storici, quelli giuridici ma anche e soprattutto le case history della questione in Italia e nel mondo. Un libro di parte, ma non un libro militante: la semplice e argomentata descrizione di una grande battaglia di civiltà, dei suoi presupposti giuridico-filosofici della sua pratica attuazione. La presentazione del libro con Grillini
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Persio Tincani | ||||||
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Lucia Ducci a cura di L'Unità debole 1865: il Ministro Plenipotenziario e capo della missione statunitense in Italia George Perkins Marsh invia le sue corrispondenze negli Usa, descrivendo le prime fasi della nascita dello Stato italiano. Tra documenti ufficiali e missive private, si delinea una impietosa analisi politica e di costume del nostro Paese. Emergono così con chiarezza le critiche rivolte alle incertezze e alla mancanza di determinazione dei governi postunitari nel cercare di risolvere i problemi effettivi della nazione; la consapevolezza del distacco del paese legale dal paese reale, che portò Marsh quasi a simpatizzare con i tumulti popolari contro tasse e carovita; la sfiducia nei nuovi governanti, che non ritenne allaltezza degli statisti che avevano unificato la penisola; la visione del Risorgimento come di un processo interrotto per lincapacità di innescare la transizione verso un ordinamento repubblicano dello Stato che comportasse anche una rigida separazione tra Stato e Chiesa. Prefazione di Stefano Luconi | ||||||
Lucia Ducci a cura di | ||||||
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Visioni del comunismo Nel corso di oltre un trentennio, fra la stagione del New Deal e la guerra fredda, Harold Lasswell, Nathan Leites e Bertram Wolfe si collocano fra la moltitudine degli studiosi americani che dedicarono le loro competenze scientifiche e la loro passione intellettuale alla riflessione su quello che, insieme al fascismo, ritenevano essere uno dei principali nemici dellAmerica e della civiltà occidentale: il comunismo. Alle spalle radici culturali, esperienze, carriere molto diverse: per quanto le loro esistenze si siano a un certo momento intrecciate, le loro storie e i loro profili devono essere mantenuti, almeno in parte, distinti. La loro opera, proprio per questo, propone un quadro ricco e coerente dello studio del comunismo, che va dalla descrizione della propaganda comunista al codice operativo dei dirigenti sovietici, dalla politica culturale dellURSS al linguaggio dellInternazionale comunista. Introduzione di Franco Andreucci
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Visioni del comunismo | ||||||
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Persio Tincani a cura di Genesi e struttura dei diritti Sebbene il dibattito pubblico sia oggi percosso da un costante richiamo ai diritti, è sempre più evidente la disinvoltura con la quale il concetto viene maneggiato o brandito, tale che a tanto omaggio ai diritti corrisponde spesso, nei fatti, un loro progressivo accantonamento sul piano normativo. Così, mentre si tributano onori al diritto di libera scelta terapeutica, si armano arsenali normativi e politici per impedire che pazienti terminali possano decidere per la sospensione dei trattamenti, mentre ci si prostra di fronte al diritto di uguaglianza di fronte alla legge, si discriminano gli omosessuali negando loro il diritto di accedere allistituto del matrimonio, e si mettono in vigore norme che sottraggono al rigore della legge penale le alte cariche dello Stato. I saggi contenuti in questo libro non trattano della vulgata dei diritti. Al contrario, affrontano la questione sul piano più squisitamente teorico, discutono casi e diritti specifici nella loro performance mediante lesame di case studies. Con un preciso intento: evitare finalmente ogni semplificazione e porre i diritti come una questione problematica, sia sul piano delle definizioni sia sui piani dello specifico contenuto e dellesercizio. Saggi di Enrico Diciotti, Persio Tincani, Barbara Pezzini, Andrea Rossetti, Fabrizio Sciacca. | |||||
Genesi e struttura dei diritti | |||||
Federalismo e socialismo Parlare di federalismo e di autonomie in tempi di severa crisi economica, quando si legge ogni giorno di nazionalizzazioni, di fallimenti di banche e di grandi aziende e si invoca da ogni parte lintervento dello stato centrale, può sembrare fuori tono e fuori tempo. E certamente così se si contrabbanda per federalismo aggiungendovi aggettivi come fiscale (quasi si potesse mettere il carro del fisco avanti ai buoi del federalismo) o solidale (come se anche in Svizzera, patria del federalismo solidale, il federalismo non fosse diventato competitivo) una riforma solo apparente che rischia di far lievitare i costi anziché lefficienza, di moltiplicare le poltrone e di confondere i centri decisionali. Interventi di Franco DAlfonso, Umberto Giovine, Chiara Battistoni, Felice Besostri, Marco Vitale, Luca Meldolesi, Valerio Federico, Giancarlo Pagliarini, Ettore Rotelli. | |||||
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Federalismo e socialismo | |||||
Giudaismo contro sionismo I Neturei Karta, in aramaico Guardiani della città, sono un movimento ebraico ultraortodosso che in nome del giudaismo rifiuta di riconoscere lautorità e la stessa esistenza dello Stato di Israele. Fondato nel 1938 a Gerusalemme da ebrei appartenenti alla antica comunità ortodossa che da molte generazioni vivevano in Terra santa combatte lidea che sia possibile stabilire uno Stato ebraico nel tempo presente perché contraria allautentica tradizione religiosa ebraica. Rigidi interpreti della Legge, secondo i Neturei Karta la terra attualmente occupata dallo Stato di Israele, di cui non riconoscono la legittimità, appartiene a coloro che vi hanno sempre abitato: gli arabi, a qualsiasi confessione appartengano, gli ebrei del vecchio Yishuv, come è chiamata lantica comunità ortodossa di Palestina, e gli altri gruppi che vivevano pacificamente in quel territorio. Per questi motivi i Neturei Karta partecipano regolarmente alle manifestazioni di protesta organizzate dagli arabi palestinesi e un loro rappresentante ricopre la carica di ministro degli Affari Religiosi nel governo dellautorità palestinese. Furio Biagini insegna Storia dellebraismo presso lUniversità del Salento. Ha pubblicato, tra le varie opere, Nati altrove: il movimento anarchico tra Mosca e New York, Pisa: BFS, 1998; Mussolini e il sionismo, Milano: M&B, 1998; Il ballo proibito: storie di ebrei e di tango, Firenze: Le Lettere, 2004; Torà e libertà: studio sulle corrispondenze tra ebraismo e anarchismo, Lecce: I libri di Icaro, 2008. | ||||||
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Furio Biagini | ||||||